life is style magazine

Font Size

Profile

Direction

Menu Style

Cpanel

Editoriale

Padroni del tutto, possessori del nulla

foto editoriale lis 4 Un amico dalla profonda spiritualità, quella vera, svincolata da qualsiasi canone religioso,quella che si fa con l’azione volta al bene comune, al sorriso, alla condivisione, grande inconsapevole maestro di vita, mi diceva alcune settimane fa “sai ormai non è più possibile pensare al bicchiere mezzo pieno, piuttosto che vederlo mezzo vuoto, ci siamo ritrovati tutti a stringere un pugno di mosche e a dovere essere grati perfino per quelle poche mosche fastidiose, considerato che qualcuno non ha neanche nelle orecchie quel ronzio. La questione va spostata sul bicchiere non avendo più nulla da metterci dentro”. Lui vede tutti i giorni condizioni di bisogno su scala diversa: la famiglia il cui capo è spodestato dall’umiliazione di un licenziamento, il territorio consumato dalla guerra che recluta volontari che partono senza idee, ma con la possibilità di avere ‘qualcosa da fare’, intere generazioni private del sogno della propria esistenza ad opera della fame. il bicchiere per lui è il materiale della nostra anima, è ciò su cui possiamo ancora e imperituramente fare affidamento ed il luogo che può ospitare la ‘liquido/scelta’ che possa essere migliore per tutti. Lo sfacelo che ci circonda e che solo se si è morti più morti della stessa morte alla quale spesso ci si sente condannati, si può non cogliere, ha in sé il grande merito di avere portato unione e compassione tra il genere umano, che pure molta strada deve ancora fare. se prima le categorie privilegiate dell’umanità ritenevano di essere ben lontane da quella porzione reietta e sofferente ad un passo da sé, protette e non scalfibili da povertà e perdita della dignità, hanno dovuto rivedere il tutto e ciò in molti casi ha portato alla revisione non solo dei conti bancari, ma anche delle coscienze. coloro che si credevano i padroni del ‘tutto’ si sono ritrovati ad essere i possessori del ‘nulla’. Le consacrazioni al dio denaro hanno portato non solo allo svuotamento del bicchiere, quanto alla fessurazione dello stesso e al suo frantumarsi in mille piccole scaglie trasparenti. dedichiamo questo numero al rosso nel linguaggio che ci è proprio, la moda, l’arte, vorremmo usare questo colore come simbolo di ciò che in questo momento lega ogni essere umano all’altro, più che in altri momenti della storia. in questo momento di sovversione dei canoni, pensiamo a questo colore della passione e così vincolato alle cose terrene, come alla tinta madre dello scoppio dell’universo conosciuto, come alla scintilla che permette di ricominciare da capo. pensiamo ad un papavero non per ciò che vede in esso un narcotrafficante, ma alla sua natura di fiore semplice e bellissimo, etereo, vibrante. Questa è anche la natura del pensiero che ci porterà, attraverso il travaglio di quest’epoca di piaghe e distruzione, nell’era della profondità, del valore di ognuno, della scoperta (riscoperta) della verità del nostro essere. e’ finito probabilmente il tempo del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, è arrivato il tempo di pensare al bicchiere e a ciò che finalmente, e dobbiamo prenderne coscienza, possiamo metterci dentro. perché noi possiamo scegliere. che questa idea si leghi a doppio filo (rosso) nel nostro cuore.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna